Non è marketing creativo

Chiedere a un paziente, o peggio a un collega o a un dipendente, di scrivere una recensione finta "per aiutare lo studio" non è una scorciatoia innocua. È una pratica commerciale scorretta prevista dal Codice del Consumo, di competenza dell'Antitrust (AGCM).

Due norme, non una

Le sanzioni per pratiche commerciali scorrette vanno da 5.000 a 10.000.000 di euro (art. 27, Codice del Consumo). A questo si aggiunge il Codice Deontologico, che vieta comunque le testimonianze dei pazienti come forma di pubblicità sanitaria — quindi anche una recensione vera, se sollecitata e costruita come endorsement, resta un rischio.

Un consiglio che non dovresti mai sentire

Se un'agenzia ti suggerisce di "far scrivere qualche recensione in più" a dipendenti o parenti, non sta facendo reputazione: sta costruendo un rischio legale con il tuo nome sopra.

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